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23/12/2012
Emidio Greco, di professione intellettuale, di passione regista
Dopo una breve malattia se ne è andato il nostro amico Emidio, fondatore insieme a Citto Maselli delle Giornate degli Autori e straordinario esempio di coerenza, lucidità, passione, generosità.
Emidio Greco è stato un regista appartato, elegante, colto e votato all'utopia fin dal suo film d'esordio, L'invenzione di Morel (1974). Non ha mai diretto un'opera uguale alla precedente, fino al recente e luminoso Notizie degli scavi (2011), passando per il suo prediletto e sfortunato Ehrengard (1982 2002), le opere ispirate all'amatissimo Leonardo Sciascia (il fortunato Una storia semplice e lo sfortunato Il consiglio d'Egitto), gli sperimentali Un caso di incoscienza, Milonga, L'uomo privato.
Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, regista per la Rai, militante nell'Anac fin da giovane, tra i fondatori dell'Api, ancora in prima fila con l'Anac e nel consiglio della SIAE nelle battaglie per il diritto d'autore e per la tutela del cinema pubblico, Emidio Greco è stato per tutte le Giornate degli Autori un punto di riferimento sicuro, un fuoco continuo di idee, stimoli, incoraggiamenti, consigli. Da quando, nel 2004 fu in prima linea nell'affermare il senso e l'indipendenza di questa rassegna dentro la Mostra di Venezia, fino allo scorso settembre quando ideò e coordinò, insieme a Giacomo Durzi, il laboratorio sul "Cinema degli anni Zero" che nasceva proprio da una sua visionaria definizione.
Oggi ne ricordiamo con emozione la discrezione e l'eleganza, l'amicizia premurosa e la lucidità critica, la presenza costante quanto sommessa, l'ottimismo contagioso. Emidio era un regista che sapeva guardare il cinema, un intellettuale che sapeva prevedere, un utopista che sapeva leggere la realtà e mantenere inalterato il desiderio di cambiarla.
Il Presidente Roberto Barzanti, il Consiglio Direttivo, Giorgio Gosetti, Fabio Ferzetti, Sylvain Auzou e tutti quelli che alle Giornate lavorano e hanno lavorato non lo dimenticheranno mai e sono vicini alla sua famiglia in un momento così doloroso.
 
Un ricordo di Emidio Greco si terrà domani lunedì 24 alle 11 alla Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni, Roma
 
Si ringrazia Federico Greco per averci inviato il suo documentario su Emidio "Ambiguità e disincanto" (RaiSat, 2002), che volentieri mettiamo qui a disposizione dei nostri lettori.
 
Ci scrive David Grieco:
"Cari amici,
apprendo da voi della scomparsa di Emidio Greco, con un dispiacere tanto profondo quanto inaspettato, mentre mi trovo in Tunisia. Non sarò con voi lunedì e mi rimane questo dispiacere che cerco di capire. Emidio Greco ed io non ci siamo mai trovati d'accordo manco per sbaglio. Giocando sull'assonanza dei nostri nomi, una volta gli dissi che probabilmente il nostro perenne disaccordo era dovuto al fatto che forse eravamo parenti. C'era però, tra me e lui, anche una strana complicità, che si materializzava quando ci incontravamo al freddo per fumare una sigaretta. In quei momenti, scoprivamo improvvisamente di essere molti simili, quasi uguali. Un po' stronzi, un po' snob, un po' ideologici, ma sempre pronti a difendere a spada tratta le nostre idee, giuste o sbagliate che fossero. Improvvisamente mi accorgo che lo ricorderò spesso, perché non ho smesso di fumare e non ho nemmeno intenzione di provarci.
David Grieco"



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