2018
CHI SIAMO
PARTNER
ISCRIZIONI
ARCHIVIO
CONTATTI

2013: 10th edition

august 28
september 7
 
NEWS
FILM
PROGRAMMA
INCONTRI
INTERVISTE
GALLERY

main sponsor





creative partner




07/09/2013
John Krokidas e la Beat Generation
Allen Ginsberg, Jack Kerouac e William S. Burroughs. Tre icone della letteratura e i tre esponenti principali della beat generation. Tre dei più influenti scrittori di tutti i tempi. Strano immaginarli come matricole ancora in cerca della propria identità artistica. Ma è proprio questa la storia che interessa a John Krokidas, che racconta il loro incontro nel suo primo lungometraggio Kill Your Darlings. Un soggetto delicato per un'opera prima, che intriga il regista anche per motivi biografici: "Anche io, come Ginsberg, sono gay. Anche io ho accudito un genitore malato e, cosa più importante, essendo alla mia opera prima, mi sentivo legato a questa storia di artisti alle prime armi. Ho scoperto Ginsberg quando avevo quindici anni e non avevo fatto i conti con la mia omosessualità. La sua poesia, sessualmente esplicita, e il suo coraggio, per me che ero così timido e chiuso, sono stati una vera fonte di ispirazione".

L'inizio del film doveva coincidere con il punto di vista di Lucien Carr, l'assassino che ha fatto conoscere questi mostri sacri della letteratura americana e li ha ispirati a fondare un movimento letterario che avrebbe cambiato il mondo. A far scoprire la storia a Krokidas era stato il suo compagno di stanza al college, migliore amico e co-sceneggiatore del film, Austin Bunn. "Non avevo mai sentito parlare di questa storia. Austin ne voleva fare uno spettacolo teatrale ma mentre me ne parlava, io visualizzavo chiaramente delle immagini, e siccome sono un regista manipolativo, ho convinto Austin che la storia doveva diventare un film, che avremmo scritto insieme la sceneggiatura e che io sarei stato il regista".

Di sceneggiatura Krokidas ne sapeva già qualcosa. "Quando seguivo corsi di cinema i miei docenti mi hanno spiegato che il modo migliore per imparare a fare film era occuparsi di script coverage. Si tratta di leggere sceneggiature presentate ai dirigenti degli Studios e scrivere dei brevi resoconti. Lavoravo gratis alla Miramax, ma è stata un'esperienza fondamentale. Leggere cattive sceneggiature è il modo migliore per sentirti meglio sul tuo lavoro e osservando gli errori altrui ho imparato a strutturare meglio i miei lavori. Questo ruolo mi ha anche avvicinato a persone importanti dell'industria cinematografica che un giorno mi hanno chiesto,  finalmente, di scrivere una sceneggiatura mia".

"Non volevo fare il tipico film sullo scrittore che fuma e si siede di fronte a una macchina da scrivere. Che cosa faccio io quando scrivo? Qual è il procedimento? Entri nella tua testa. Cerchi di trovare emozioni, ricordi e cose che per te sono importanti. E sì, ci sono molte sigarette. E molta masturbazione. Volevo essere molto onesto."

Quando Krokidas e Bunn hanno cominciato a scrivere la sceneggiatura di Kill Your Darlings si occupavano entrambi di altri progetti contemporaneamente, scrivendo solo nel tempo libero. Krokidas racconta che il suo manager gli ha dovuto strappare la sceneggiatura dalla mani per fargli smettere di ri-correggerla all'infinito e ne è rimasto subito folgorato. Prima che Krokidas si rendesse conto di cosa stesse succedendo, la sceneggiatura era nelle mani di Christine Vachon, la leggendaria produttrice di New York, che voleva assolutamente produrre il film. Lì tutto ebbe inizio.

Nonostante il film sia ambientato negli anni Quaranta, ha un atmosfera contemporanea. Per ottenerla, Krokidas mette in campo uno stile tagliente, un occhio attento alla moda e per la musica sceglie band come Sigur Rós e Yancy. L'elemento più attraente per il pubblico è probabilmente il cast, che include Michael C. Hall di Dexter e l'apprendista stregone più famoso del mondo, Daniel Radcliffe. Sul casting di Radcliffe per il ruolo di Allen Ginsberg, Krokidas non nasconde il suo entusiamo: "Daniel è stato fantastico! Durante la lavorazione del film per me una delle cose più belle era sapere in segreto quanto fosse bravo a recitare prima che altri avessero l'opportunità di vederlo sullo schermo".

Krokidas aveva un'altra ragione per battersi per realizzare il film. "C'è voluto tanto tempo per completarlo. Abbiamo iniziato a parlarne dieci anni fa e per tre volte il progetto è andato a monte. Una delle cose che mi faceva andare avanti era la necessità di raccontare come nel 1944 potevi ammazzare qualcuno se riuscivi a dimostrare che la tua vittima era omosessuale. È una brutta parte della storia statunitense, ma per me era importante da raccontare oggi: guardate cosa sta succedendo in Russia. Questi skinhead che camminano per le strade nel nome della libertà attaccando omosessuali o quelli che credono omosessuali e le persone non fanno nulla".

Anche stilisticamente, il film ricorda quello degli scrittori beat, con movimenti liberi di cinepresa e rapidi tagli di montaggio che rimandano alle imperfezioni della prosa di Jack Kerouac. Kill Your Darlings ci ha permesso di conoscere un regista ambizioso e di talento, capace di realizzare un film alla moda con affascinanti elementi del noir moderno. [Mattia Micucci, 28 Volte Cinema]

© Associazione Culturale Giornate degli Autori - via Panaro 17 (RM) - P.IVA 08079171008 Design: EU-GENIA srl - Webmaster: Daniele Sorrentino