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29/08/2017

Le Giornate degli Autori, tra novitÓ e grandi ritorni


Ci siamo: decollano le Giornate degli Autori. Come nell'immagine di quest'anno, il corpo dell'aspirante supereroe senza mantello è teso in avanti e guarda al futuro: uno slancio fatto di novità e tradizione, perché di una storia lunga quattordici anni si deve raccontare anche il passato. Da lì tornano registi che avevano già scommesso insieme alle Giornate e che oggi festeggiano i loro nuovi film.

Sono autori affermati come Faouzi Bensaidi che presenta Volubilis e Vincenzo Marra che porta L'equilibrio e giovani talenti come Pengfei (The taste of Rice Flower) e il duo Botrugno-Coluccini (Il contagio) che in questa edizione lanciano le loro opere seconde.

E poi Celia Rowlson-Hall che dopo Ma, il suo lungometraggio d'esordio alle GdA nel 2015 (in collaborazione con il Tribeca Film Festival), è alle Giornate con un corto della collezione Miu Miu Women's Tales. Infine, Sameblod di Amanda Kernell, opera prima in concorso lo scorso anno, in questa edizione finalista al Premio LUX del Parlamento europeo.

Sono ventiquattro i film di questa edizione, da ventuno paesi (molte le co-produzioni), dodici lungometraggi in concorso e dodici tra eventi e proiezioni speciali, di cui due cortometraggi Miu Miu Women's Tales e uno firmato da un volto noto del cinema italiano che passa eccezionalmente dall'altra parte della macchina da presa (Claudio Santamaria con The Millionairs).

Due opere prime: M di Sara Forestier e Dove cadono le ombre di Valentina Pedicini. Due i registi di fama internazionale che, dopo i successi alla Mostra negli anni passati, scelgono le GdA per i loro film del 2017: l'eclettica artista iraniana Shirin Neshat con Looking for Oum Kulthum e Pen-ek Ratanaruang, un'eccellenza nel cinema tailandese, che torna al Lido con Samui Song e apre il calendario di proiezioni (domani alle 14.00 in Sala Perla). Mentre il secondo film di domani è Longing (Sala Perla alle 16.45), dell'israeliano Savi Gabizon.

«Il poliedro che è diventato la nostra sezione - dicono Roberto Barzanti (presidente delle Giornate) e Giorgio Gosetti (direttore) - si articola ogni anno di più, forte della grande fedeltà dimostrata dall'industry e dagli autori. Il nostro mestiere è scoprire i talenti, metterli in dialogo, valorizzare il coraggio di chi fa cinema e siamo lieti di veder tornare "a casa" quei giovani che abbiamo sostenuto in passato e gli autori del futuro che vogliono partire proprio da qui».